Ecco il castello degli Agolanti di Riccione

Ecco il bellissimo castello degli Agolanti di Riccione.

La riviera romagnola non è solamente mare chiaro, spiaggia enorme e lidi da frequentare. Infatti, in questo posto fantastico si possono fare anche altre cose, come visitare qualche monumento importante. Stiamo parlando del castello degli Agolanti, o tomba, di Riccione. Lo abbiamo scoperto grazie al sito ComuneRiccione.

Informazioni

Il castello degli Agolanti di Riccione.
Foto da Comune.riccione.

Perché si chiama in questo modo? Tale struttura prende il nome dalla famiglia nobile di Firenze che lo fece costruire su una costruzione precedente nel lontano XIV secolo. Si tratta di un edificio fortificato. Inoltre, la storia del castello rimane connessa agli Agolanti fino al XVIII secolo.

Storia

Ecco il castello degli Agolanti di Riccione.
Foto da Media-cdn.tripadvisor.

La famiglia nobile fiorentina arrivò nel riminese nel XIII secolo e fu legata strettamente ai Malatesta. Differenti componenti di essa occuparono ruoli importanti nell’amministrazione locale. Gli Agolanti non stettero stabilmente a Riccione e impiegarono il castello come residenza di campagna per controllare l’attività agricola o come luogo di rappresentanza o di villeggiatura.

Il testamento di Cesare Agolanti del 1415 è la prima documentazione del possesso della tomba da parte di un membro della famiglia, secondo Rosita Copioli, che ha fatto un intervento in “Studi romagnoli”.

Pensate che il castello di Riccione ospitò anche per ben due volte la regina Cristina di Svezia nel periodo del suo massimo splendore nella metà del XVII secolo.

Ecco come descrive il castello il cronista riminese Ubaldo Antonio Marchi nel 1743:

“Questo palazzo è uno delle belle fabbriche, anzi la migliore, che sia nel territorio del Rimino, perché oltre la sua ampiezza e nobiltà, è formato a guisa di castello con suoi torrioni alle quattro cantonate, colle muraglie al di fuori delle mura castellane, con una fossa non piccola d’intorno, in cui si suole far andar l’acqua co’ suoi ponti levatoi: l’abitabile poi è molto, e non ignobile con comodissimi sotterranei e necessarie officine”.

Non è stata mai rivelata la presenza del quarto torrione.

Ma non è tutto. Infatti, c’è un camerino ad uso di biblioteca nella Tomba Bianca che custodiva la raccolta di libri della famiglia.

Il castello fu un punto strategico per l’importane posizione che occupò tanto è vero che nel 1743 fu usato come quartier generale dell’esercito austriaco del generale Lobkowitz. Sembra che rimase in buone condizioni fino alla metà del Settecento.

Secondo Luigi Vendramin nelle sue Tracce di storia ci dice che:

“Si hanno notizie di vari restauri e rimaneggiamenti avvenuti nel tempo; il bel palazzo, non più posseduto dagli Agolanti dall’inizio del XVIII secolo, per la morte di Alessandro, passò successivamente alle famiglie Bertola (o Bertolli), Pedrocchi di Brescia, Buonadrata ed altri ancora. Fu gravemente danneggiato dal terremoto del 1786, venne, successivamente, in parte abbattuto e in parte adibito a casa colonica e tale rimase fino a quando, nel 1982, fu ceduto dai signori Verni di S. Giovanni in Marignano all’Amministrazione comunale di Riccione, ormai ridotto a misero rudere”.

Infine, c’è da dire che l’Amministrazione comunale di Riccione ha ristrutturato l’edificio che è tornato a nuova vita.

Avete mai visitato questo castello? Vi è piaciuto?

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